Spettacoli > Gente di facili costumi

INTRO GENTE DI FACILI COSTUMI DI MANFREDI

“Gente di facili costumi” è una commedia che sviluppa, in maniera paradossale, un fondamentale problema etico. In una società come la nostra, dove tutto si avvilisce e si corrompe, che valore hanno ancora l’onestà, la dignità, il rispetto dei più profondi valori umani?
Lo sport, una volta mens sana in corpore sano, diventa sempre più truffa e violenza. Gli ideali politici non difendono più gli interessi del paese, ma, quando va bene, quelli più strettamente privati.
La creatività e la fantasia sono messi al servizio dell’imbonimento pubblicitario, sicchè i migliori poeti del nostro tempo sono quelli che inventano gli slogan più petulanti.
Senza continuare a fare altri esempi, è evidente che viviamo in una società in cui i valori più elevati vengono svenduti e liquidati, perché il bello, il vero e il buono sono asserviti all’inutile.
Paradossalmente quello che è rimasto più coerente a sé stesso, è il mestiere più antico del mondo. Le prostitute hanno continuato a fare ciò che hanno sempre fatto con chiarezza, senza sottintesi o simulazioni; oseremmo dire, sempre restando nel paradosso, onestamente.
Un intellettuale e una prostituta, protagonisti della commedia, assumono il ruolo emblematico di rappresentanti di questa mutevole società: l’intellettuale, che presume di appartenere ad una casata detentrice del potere culturale, che viene conservato anche e soprattutto attraverso un linguaggio stregonesco; e la prostituta, la peccatrice, l’emarginata, che si esprime con l’antico, anche se molto personale, linguaggio… della verità.
Con questi due personaggi vogliamo raccontare, con l’ironia del “castigat ridendo mores”, quanto siamo diventati un po’ tutti gente di facili costumi… Esclusi i presenti, naturalmente.
Nino Manfredi

 

TRAMA GENTE DI FACILI COSTUMI

E’ notte: uno scrittore in crisi lavorativa ed esistenziale, esasperato dai rumori che regolarmente fa al suo rientro dal lavoro una “signorina dai facili costumi”, irrompe nel suo appartamento per protestare.
L’incontro fra due personalità tanto diverse scatenerà una serie di scontri verbali, a volte comici e a volte più intimistici, durante i quali l’uomo, un po’ pedante e saccente, spesso soccomberà davanti alla logica elementare ma stringente della donna.
Così, fra tanti litigi e gags, lo scrittore e la “signorina dai facili costumi” si scopriranno più affini di quanto potessero credere, fino ad un finale inatteso. O no?...

 

NOTE DI REGIA SU GENTE DI FACILI COSTUMI

Alcuni anni fa, per caso, lessi il copione di “Gente di facili costumi” e subito m’innamorai di questo testo nel quale si miscelano alla perfezione umorismo e amarezza che, in fondo, sono le due facce della stessa medaglia.
Un racconto veloce, spigliato, brillante, dal quale emergono però malinconia e disagio esistenziale: i protagonisti appartengono a due mondi agli antipodi tra loro, non possono apparire più distanti, ma nello svilupparsi della trama ci accorgiamo che in fondo sono più simili di quanto sembri, uniti da una grande solitudine e dalla incapacità di integrarsi in una società troppo cinica e ipocrita.
A più di dieci anni di distanza da quando ho letto questo testo, finalmente ho trovato il “coraggio” di rappresentarlo: mettere in scena “Gente di facili costumi” è un’impresa che fa tremare le vene ai polsi non soltanto perché si è solo in due a dividere la scena, ma, soprattutto, perché ci si confronta con uno dei più grandi nomi dello spettacolo italiano che questo testo ha scritto (in coppia con Nino Marino) e interpretato.
Le note sullo spettacolo (riportate in questo libretto di sala) scritte da Nino Manfredi dimostrano una volta di più la grandezza dell’uomo: quasi trent’anni fa ha dimostrato di capire con grande lucidità la deriva che stava prendendo la nostra società, tanto che il testo è ancora attualissimo, anzi, forse lo è ancora più oggi di allora.
Voglio ancora ringraziare la signora Manfredi e il coautore del testo Nino Marino, per averci rilasciato il permesso di rappresentare quest’opera e per i preziosi consigli che ci hanno consentito di lavorare al meglio sul copione.
A Nino Marino va inoltre tutta la nostra riconoscenza per avere assistito al debutto dello spettacolo e per le bellissime parole che ha speso al termine del medesimo.
È inoltre importante sapere che, su esplicita richiesta della Signora Manfredi, in tutti i teatri nei quali questo spettacolo sarà rappresentato, un euro per ogni biglietto sarà devoluto all’Associazione “Viva la vita” che si occupa delle problematiche legate ai malati di SLA.
























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